Storia

A) Storia "antica" della strumentazione (1782 - inizio 1900)

Le note storiche qui riportate sono ricavate da ricerche storiche, iniziate nel 2003 e ben lungi dall'essere complete.

Gli strumenti più antichi della Collezione Instrumentaria delle Scienze Fisiche risalgono alla seconda metà del settecento e sono legati al nome del Prof Antonio Campana (Ferrara 1751 - Ferrara 1832). Questo grande studioso, medico, chimico e notissimo in tutta Europa per i suoi studi di Botanica, fu il primo a insegnare la Fisica nell'ateneo ferrarese con strumenti che oggi diremmo "scientifici" e a dotare l'Università di Ferrara di un Gabinetto di Fisica (1790).

L'Università di Ferrara si adeguava così a quanto stava avvenendo in molte Università e Accademie d'Europa. Tra la fine del seicento e l'inizio del settecento, infatti, sull'impulso delle nuove idee e scoperte di Galileo Galileo (1564 - 1642), Isaac Newton (1642 - 1727) e tanti altri, apparvero in Europa strumenti che erano costruiti per interrogar la Natura, cioè strumenti per riprodurre i fenomeni naturali in laboratorio secondo la nuova Scienza, la Fisica Sperimentale. Fu una vera rivoluzione che influenzerà anche tutte le altre scienze fino ai giorni nostri. Questi strumenti furono all'inizio chiamati Macchine Fisiche per distinguerli da quelli in uso in precedenza, detti anche Macchine Matematiche


Antonio Campana presenta
all'Università di Ferrara il prezzo
delle sue delle Macchine Fisiche
(1795/6 Archivio UNIFE)

Le Macchine Matematiche riguardavano, in generale, solo le attività quotidiane come i commerci, la navigazione, la guerra, l'agricoltura.


Iconografia del Prof Antonio Campana dagli archivi UNIFE

Gli strumenti più "moderni" della Collezione riguardano il periodo che va dagli ultimi decenni dell'ottocento alla prima metà del novecento, periodo che vide il passaggio dalla Fisica Classica alla Fisica quantistica, l'avvento delle comunicazioni a distanza senza fili e un progresso in tutte le scienze dalla Fisica alla Chimica, alla Botanica, alla Medicina, impensabile solo pochi anni prima. Di questo periodo sono presenti nella Collezione strumenti firmati da prestigiosi costruttori italiani, francesi, inglesi, tedeschi come Giovanni Battista Amici, Louis Jules Duboscq, Edme Louis Golaz, i Fratelli Bresson, Tecnomasio Italiano ma anche le firme di valenti artigiani che hanno lavorato per la Città e l'Università di Ferrara. Tra questi ultimi ricordiamo Sebastiano Zavaglia (1824 -1876 ) che costruì nel 1855 il Tellurio, strumento divenuto poi l'icona della Collezione.

La cura della strumentazione di Fisica fu sempre compito dei vari docenti di Fisica che si susseguirono nel tempo, tra cui i principali dopo Campana furono Bartolomeo Ferriani (docente tra il 1824-1859), Curzio Buzzetti (docente tra il 1864 - 1882 ) e Giuseppe Bongiovanni (1883-1918). Il Gabinetto di Fisica subì varie vicende, simili a quanto accadde in altri Atenei: nuovi strumenti vennero acquistati, molti oggetti caddero in disuso e furono dimenticati, altri furono distrutti perchè non più funzionanti, parti di molti servirono per la costruzione di nuovi oggetti scientifici (cannibalizzazione).

La Collezione raccoglie, quindi, quanto resta di strumenti scientifici, oggetti, attrezzature che furono utilizzati per ricerca e insegnamento dai docenti di Fisica dell'Università di Ferrara lungo l'arco di quasi due secoli (1782-1954 ca). Quasi tutti gli strumenti presenti nella Collezione fecero parte, in epoche diverse, del Gabinetto di Fisica dell'Ateneo (funzionante tra il 1790 e la seconda metà del '900), molti erano nell'ex Osservatorio Meteorologico, o nel Museo di Fisica chiuso nei primi decenni del '900, alcuni sono frutto di donazioni.

La quantità, qualità e diversità degli oggetti ritrovati testimoniano lo sviluppo della Fisica sperimentale dalle origini fino a metà del novecento, nonchè l'impegno e gli interessi dei docenti di Fisica ferraresi. La Collezione raccoglie, quindi, apparati che appartengono anche alla storia dell'Università e della Città di Ferrara.

I luoghi della Fisica Sperimentale a Ferrara tra settecento e novecento

Il Gabinetto di Fisica, pur sottoposto a varie vicende, restò nel palazzo sede dell'Università, detto Palazzo Paradiso in centro città, dal 1790 fino al 1895. Nel 1895 fu trasferito nella chiesa sconsacrata di Sant'Agnesina, a due passi di Palazzo Paradiso, dove restò fino ai primi decenni del novecento. In seguito gli strumenti furono dispersi in vari locali che l'Università aveva assegnato alla Fisica e che, fino al 1954 aveva l'ingresso in via Scienze, la stessa via di Palazzo Paradiso.

Per approfondimenti:
Storia UniFE
Copernico e lo studio di Ferrara (PDF)
Annali UniBO
Sisfs Urbino 2010


B) Storia del recupero degli strumenti e nascita della Collezione Instrumentaria delle Scienze Fisiche (2000 - 2006)

Luglio 1999: Commissione di Ateneo per il recupero della Strumentazione scientifica museale presente nell'Università di Ferrara, presidente Prof. Carmela Loriga. Rappresentante per il Dipartimento di Fisica è nominata la Prof. Grazia Zini. Proposta al Direttore del Dipartimento di Fisica per il recupero della Strumentazione antica esistente in Dipartimento, ma da luno tempo dispersa e dimenticata. Scopo del recupero è anche di salvaguardare gli strumenti antichi durante il previsto spostamento di tutto il Dipartimento di Fisica da via Scienze a l Polo Scientifico e Tecnologico.

Gennaio 2000: Inizio della ricerca, identificazione e recupero della strumentazione scientifica antica presente in vecchi armadi, casse e soffitte nel Dipartimento di Fisica, Ferrara, Via Paradiso 12. Il recupero si avvale (e si avvarrà anche in seguito) dell'opera di personale amministrativo e tecnico del Dipartimento, coordinato dalla Prof. G. Zini. Il lavoro di identificazione è reso difficile dalla scarsità di documentazione. Molti strumenti ritrovati, infatti, erano stati scaricati dall'inventario corrente dell'Università, perchè obsoleti o inutilizzabili.

Agosto 2002: Inizio dei lavori per realizzare la prima "esposizione sperimentale" nella sede del Dipartimento di Fisica, Via Paradiso 12. L'esposizione, provvisoria, mette in mostra i primi 300 pezzi ritrovati, puliti e identificati e raggruppati per temi.

Ottobre 2002: Il Dipartimento di Fisica riconosce l'esistenza dell'esposizione col nome "Museo delle Scienze Fisiche" e nomina una "Commissione per il Museo".

Marzo 2002: Prima visita di una scuola all'esposizione.

Dicembre 2003: Riconoscimento della Collezione da parte dell'Università con il nome "Collezione Instrumentaria delle Scienze Fisiche".

2003-2005: Visite guidate e attività con le Scuole di Ferrara e dintorni.

2004: Revisione completa di tutti gli strumenti ritrovati, completamento della registrazione immagini.

Giugno 2005: Smantellamento dell'esposizione sperimentale provvisoria per trasferimento del Dipartimento di Fisica nella nuova sede di Via Saragat 1, Ferrara al Polo Scientifico e Tecnologico Universitario. Sistemazione in deposito della strumentazione, in locali dell'Università, via Romiti 1b, Ferrara.

2009: Trasferimento degli strumenti antichi nella nuova sede del Dipartimento di Fisica via Saragat 1 e realizzazione del percorso di Visita nella "Sala instrumentaria" delle Scienze Fisiche, con la collaborazione del Lions Club di Ferrara.

2009-2014: Visite guidate e lezioni universitarie.